RSS
  Rubriche
Auguri & Saluti
Eventi
Foto Settimana
Dillo all'avvocato
Fuori Porta
Farmacie di turno
 
Discuti nel Forum
Invia   Stampa 
Ai miei genitori che si sposarono in tempo di guerra
Lettera ricordo di Claudio Castriotta
Pubblicato il 3 giugno 2008 alle 11:48

Centro Commerciale Leclerc

La porta di Manfredonia era il principio fondamentale del profumato Gargano , dimenticato a se stesso, in una forma di inesistenza e degradazione da renderlo solo con le sue macchie sul mare, le brunastre montagne assorbite da uno spirito divino erano di antico come la grotta bianca dell’Arcangelo Michele.

La grande miseria del cuore si viveva con gli occhiali e senza occhi, la chiesa attirava e proclamava la politica in parrocchia, lì sì che c’era un parroco che dava i pacchi a chi piaceva a lui. Che bella carità che aveva questo sacerdote, che trattò malissimo mio padre con il suo linguaggio volgare, pensate che disse don priore "Te lo faccio così", con un gesto delle mani, "a te e tutta la tua razza". Dopo l’umiliazione, inghiottito col santo odore del mare.

Nel frattempo, in una di quelle mattine, il babbo partì per il fronte, e dopo alcuni mesi lo fecero tornare per sposarsi. Coronarono il loro sogno il 16 novembre 1940, nella santa chiesa della Madonnina del Carmine, sotto un bombardamento violento che partiva da Bari e arrivava fino a Manfredonia.

Finita la cerimonia, il pranzo con i parenti, come si usava in casa una volta. Mentre la sera, alle 18.30, grande festa a casa di zia Vittoria proprio in corso Manfredi dove spostarono i tavoli e i pochi mobili che avevano, e iniziarono i festeggiamenti. C’era anche il parroco del Carmine che disse "Figlioli, coprite la porta con un panno nero" per non far vedere la luce, nascosti in casa, con la paura, e allo stesso tempo, con la speranza che portava un’incoscienza di gioia e di un forte attaccamento alla vita, quei pochi attimi potevano essere eterni di luce con gli occhi di lacrime. Il festino durò fino a notte, sotto un cielo di stelle nere, con canti di musiche, con la ragione di esistere per sempre nella polvere e nel vento.

Oggi, ho appeso al muro, nella camera da letto, la loro foto e mi commuovo a guardare i loro sorrisi sereni dell’attimo chiaro e luminoso che vive in me e con gli anni in pari passi.   


Claudio Castriotta

Discuti nel Forum
Invia   Stampa 
 
Il Manfredoniano
Tutti i contenuti © 2000-2008, Manfredonia.net Magazine