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Costituire una Soprintendenza della Puglia settentrionale
L'on. Bordo rilancia la proposta di legge che sdoppia l’ente “a costo zero” a vantaggio della efficacia e dell’efficienza
Pubblicato il 30 luglio 2008 alle 11:59

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Costituire una Soprintendenza della Puglia Settentrionale a fronte delle difficoltà di dialogo tra la Soprintendenza e gli enti locali o l’Università, è l'ipotesi rilanciata dal deputato del Pd, Michele Bordo, per accorciare la filiera amministrativa a vantaggio della efficacia e dell’efficienza nella programmazione e nell’attuazione degli interventi di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico.

La valutazione di Bordo fa riferimento alle recenti polemiche sulla scarsa fruizione di alcuni gioielli culturali come il Parco archeologico di Siponto.

A tal proposito, il parlamentare sipontino presentò, lo scorso 14 maggio, una proposta di legge composta da tre articoli per sdoppiare, “a costo zero”, l’attuale ente con sede a Taranto e competenze sui musei statali di Bari, Egnazia, Gioia del Colle, Manfredonia, Ruvo di Puglia e Taranto, oltre che su tutti i siti archeologici pugliesi.

Proprio la distanza dal territorio, unita alle ridotte disponibilità in termini di risorse umane – si legge nella relazione introduttiva alla proposta di legge – ha determinato più di un’incomprensione tra le amministrazioni comunali e la stessa Soprintendenza, con il risultato di ridurre la tutela dei beni archeologici alla mera apposizione di vincoli: tanto assoluti quanto, talvolta, poco comprensibili nell’ottica della valorizzazione, anche a fini economici, di questo patrimonio”.

Inoltre, l’istituzione della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia settentrionale, con competenza sui territori delle province di Foggia e BAT, “potrebbe essere un ottimo viatico in direzione dell’istituzione di un Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri – continua Bordo – per rafforzare la difesa del territorio dai predatori di storia”.

Proprio la valorizzazione del patrimonio storico della Capitanata è l’obiettivo di un’altra proposta di legge del deputato del PD, con cui si otterrebbe l’istituzione, con fondi statali pari ad oltre 35 milioni nel primo triennio, del Parco archeologico e culturale della Daunia.

Se vogliamo ottenere risultati apprezzabili – conclude Michele Bordo – è essenziale costruire un sistema culturale ed economico in grado di progettare reti di connessione culturali, promozionali e commerciali, coordinare le azioni e gli interventi, gestire in un ambito sovracomunale specializzato le peculiarità di questo inestimabile patrimonio”.
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