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pubblicato l'1 ottobre 2008 alle 22:33               in Sport

Cronista per caso...ovvero...l'Eraclio non abbatte i figli di Manfredi

La partita Barletta-Manfredonia secondo Antonio Tasso

 La rivalità tra levantini e sipontini, molto probabilmente, ha radici antiche e non solamente sportive, avendo entrambi una marineria importante. La contrapposizione sportiva, in tempi recenti, è andata, a parer mio, man mano allegerendosi per la mancanza di occasioni di incontro.

Non mi soffermero' sulla cittadina dell'area BAT, in quanto presumo conosciuta data la prossimita' col centro garganico, e neanche sul viaggio, brevissimo e tutt'altro che fascinoso, intrapreso con Lucia la fotografa e Salvatore Melcarne, che ritengo tra i piu' preparati cronisti locali e, di certo, uno dei pochissimi che segue il Donia anche in trasferta. Una giornata uggiosamente autunnale fa da cornice alla ritrovata disfida del "Puttilli". Di fronte gli undici biancorossi guidati da capitan Tangorra e gli undici biancoceleste con a capo Carmine Cerchia.

Speculari gli schieramenti proposti dai generali Chiricallo e D'Arrigo. Felicemente sistemato in tribuna stampa, con annesso bar a disposizione, trovo l'occasione di acquartierarmi tra gli spettatori indigeni dopo aver, volentieri e per ragioni logistiche, ceduto la mia postazione all'amico Borgia. Lo stadio, intitolato al barlettano Cosimo campione d'Italia di marcia negli anni 40, presenta un buon colpo d'occhio.

Stride la mancanza di uno spicchio biancoceleste, per le note misure preventive. Sono certo che, come in altre occasioni, anche se inferiori di numero, i supporters sipontini avrebbero ben figurato al cospetto del continuo e possente tifo di casa. "Che la disputa abbia inizio!!" sentenziamesser Irrati da Pistoia ed e' subito veloce assalto all'area ospite. Il terreno reso infame da una pioggiabattente non premia la tecnica,ma la "vis pugnandi". Uno alla volta i baldi pallapodisti vedono la loro divisainzaccherarsi impietosamente a seguito di razzenti contatti di gioco ed instabile equilibrio.

Dopo alcune schermaglie si capisce che ci sara' una compagine che avra' in mano l'iniziativa e l'altra che si difendera'per poi cercare gloria in qualche ripartenza. L'estremo Pelagotti conferma di essere un ottimo elemento che infonde sicurezza al reparto arretrato del Manfredonia e sollievo alle coronarie dei Manfredoniani. Nonostante gli assalti del Barletta, non eccelsi da un punto di vista tecnico, ma costanti, la retroguardia dei delfini tiene e i tifosi casalinghi, sportivamente, ne apprezzano la consistenza, ma hanno la convinta certezza che prima o poi passeranno.

Vi risparmio la sequela di controanatemi che ho recitato, e talvolta messo in pratica, in occasioni di frasi ascoltate o di fasi di gioco insidiose. Ma la prima parte della gara si chiude a reti inviolate e lascia spazio alle considerazione delle centinaia di "allenatori" che si ritrovano magicamente ogni domenica allo stadio. I barlettani si aspettano delle mosse strategiche dal condottiero Chiricallo e sono fiduciosi per il prosieguo della tenzone. Di certo l'irruente Patti fa di tutto per essere mandato via facilitando, di fatto, il compito dei padroni di casa nei primi minuti della ripresa. Ma nel momento in cui i biancorossi avrebbero dovuto capitalizzare la superiorita' numerica si intravede una decuplicata voglia dei biancoceleste di portare via un risultato positivo.

Non arrivano le mosse auspicate dell'allenatore di casa e in tribuna cominciano i mugugni e le invettive. A parte quelle solite, lanciate a sostegno di una dubbia paternita' dell'arbitro, ne ho sentite alcune che meritano di entrare nella mia personalissima "Hit Parade" di giornata...Udite, udite!!! Al TERZO posto, e rivolto all'intempestivita' dei ragazzini nel raccogliere i palloni fuori dal campo (testuale) "Che ca**, nn g stenn mengh i raccattapell bun"!!!OLEEE Al SECONDO posto, e rivolto alla presunta incapacita' dell'allenatore di operare cambi adeguati (testuale) "Chiricallo per fare i cambi dice: Me' ragazzi facciamo il tocco chi esce entra in campo"!!! OLEEE Al PRIMO posto, e rivolto ad un giocatore del Barletta che aveva contrastato uno del Manfredonia rimasto a terra dolorante "Uccidilo...non farlo soffrire piu"!!!OLEEE...

Ad un certo punto un tifoso di casa nota un particolare che ha lo stesso impatto di un'apparizione divina....ZOTTI, numero 10 dei levantini ha la divisa pulita, intonsa, immacolata...questo significa una cosa sola “non hanno mai fatto fallo su di lui”, cioe' nessun contrasto, cioe'...si nasconde! La notizia fa il giro dello stadio ed il pubblico, esasperato e frustrato dalla capacita' difensiva del Manfredonia, lo subissa di fischi ed improperi. Ma, nel momento di massima contestazione, Egli,come un antico cavaliere, produce un fendente che attraversa la linea dei difensori avversari e mette il "puntero" Laviano solo davanti al portiere delfino. "Madonna di Siponto, di Ripalta e del Soccorso" aiutatemi voi!!!

Avevo gia' mentalmente scritto questo pezzo e adesso tale lavoro stava per essere vanificato. Laviano colpisce a botta sicura, i battiti si fermano per i secondi necessari per vedere il pallone che con corsa interminabile finisce....incredibilmente fuoriiiii!!!!!! Mentre termino la nascosta operazione di ringraziamento con toccata di zebedei, viene giu' lo stadio...fischi al centravanti locale, al numero 11 Alessandri' (che non c'entrava nell'occasione) chiamato, a piu' riprese, "Tavolone" per via della sua stazza imponente, ed il vostro che, piu' per fede che per effettivo convincimento,comincia a pensare che “qui non si perde”.

I tentativi finali non sortiscono alcun effetto e i nostri portano via un punto prezioso...l’ Eraclio non riesce ad abbattere i figli di Manfredi…certo prima o poi qualche gol bisognera' pur farlo...

Cominciamo dalla prossima partita?


Antonio Tasso