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pubblicato il 5 luglio 2008 alle 22:27               in Cronaca

Leone e Pepe a confronto con i pescatori

Qualche polemica al termine degli interventi. La categoria si sente ridotta alla fame

di Anna Maria Vitulano

E’ stato animato da qualche polemica, scoppiata a conclusione degli interventi, l’incontro di sabato mattina organizzato dai pescatori di Manfredonia per sensibilizzare, attraverso i rappresentanti del territorio eletti in Parlamento e alla Provincia, le massime istituzioni della Repubblica e richiamare l’attenzione sulle problematiche del comparto cui il caro gasolio ha dato il colpo di grazia.

 

L’onorevole Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, e l’onorevole Antonio Leone, vicepresidente della Camera dei Deputati, accompagnati dall’assessore provinciale all’ambiente Stefano Pecorella, capogruppo di F. I. in consiglio comunale, hanno espresso assoluta e piena solidarietà alla categoria e illustrato i provvedimenti che il Governo centrale, attraverso il ministero dell’agricoltura e della pesca, sta adottando per dare un primo sollievo al comparto messo definitivamente in ginocchio dall’incalzante aumento del costo del gasolio.

 

“L’impegno che posso assumermi -ha detto Leone- è di veicolare le vostre richieste e parteciparle al Ministro Luca Zaia che, vi assicuro, nonostante sia un leghista, è assolutamente motivato a tradurre in provvedimenti le istanze delle marinerie, come dimostrato dai primi interventi programmati. A Manfredonia e nel resto d’Italia è stata intrapresa la lotta al di fuori delle federazioni che, come sento sistematicamente ripetere da anni, non vi rappresentano e che vorreste fossero cancellate: è un nodo che non possono sciogliere le istituzioni e vi invito a risolverlo prima che vi ritroviate a Roma a rivolgere istanze che non trovano ufficialità nelle trattative intraprese dalle associazioni di categoria”.

 

Massima disponibilità è stata garantita dal capo dell’amministrazione provinciale: “la Provincia –ha ammesso Pepe- non ha poteri per intervenire direttamente ma stiamo attivando tutti i canali per addivenire a ulteriori soluzioni. Ho parlato stamattina con il sottosegretario Antonio Bonfiglio che ha assicurato di poter essere a Manfredonia lunedì pomeriggio”.

 

Prima dei due parlamentari il pescatore Michele Carpano aveva fatto il punto della situazione: “lo stato di agitazione proclamato il 25 maggio è sfociato nella protesta cui hanno aderito tutte le marinerie d’Italia, Francia, Portogallo, Spagna e che ci ha portati a manifestare anche a Bruxelles. Non si è voluto attaccare nessun tipo di Governo –ha precisato Carpano- e siamo consapevoli che il problema del costo del gasolio è di portata mondiale. Ma non accettiamo che la ruota giri per gli altri settori produttivi, come l’agricoltura e l’autotrasporto, che ottengono soddisfazione alle richieste, mentre per noi ci sono sempre bastoni tra le ruote. I nostri guadagni non superano i consumi. A Manfredonia si è passati da 550 imbarcazioni da pesca a 280 unità. I pescatori rimasti sono pescatori di cultura, onesti, che vogliono lavorare  ma che si ritrovano ad essere tagliati fuori dal mercato. Abbiamo ottenuto incontri con il Governo, con il ministro, ma a livello di Comunità Europea non ci sono segnali positivi e intanto i giorni passano e noi non produciamo più reddito da settimane. La marineria è esasperata”.

 

La discussione, riservata ai soli pescatori, si è poi trasferita al mercato ittico alla presenza delle delegazioni giunte da Chioggia, Giulianova Marche, Pescara, Barletta, Piombino, Civitavecchia, Fiumicino e altre località costiere per valutare il da farsi a Manfredonia, dove oltre a incrociare le braccia si è deciso di schierare i pescherecci all’imboccatura del porto commerciale e sbarrare il transito a tutti i natanti.

 

“Gli animi sono comunque molto accesi –avverte Michele Carpano- perché qui davvero la fame si fa sentire: sono quasi due mesi che non si porta lo stipendio a casa, le imprese stanno sul fallimento. Altre marinerie sono ritornate a lavorare a macchia di leopardo ed è logico che il pesce arrivi anche da noi, ma è un gioco a perdere, perché i guadagni non ci sono neanche dove adesso si lavora e questo è testimoniato dalla presenza di tanti pescatori che si sono messi in viaggio per venire a Manfredonia e con i quali restiamo costantemente in contatto”.


Il parlamentare sipontino tranquillizza: “ci sono provvedimenti in fase di adozione e ci sono intenzioni manifeste da parte del Governo. Quello che occorre fare è convogliare nei giusti canali le esigenze della marineria di Manfredonia che sono obiettivamente diverse rispetto ad altre. Questo, forse, è ciò che non è stato preso in debita considerazione a livello nazionale e dalle stesse associazioni di categoria, oggi più che mai fortemente osteggiate. Occorre operare in modo tale da intrecciare le diverse istanze. Le manifestazioni di protesta sono legittime e servono a mettere all’attenzione nazionale problemi forse troppe volte trascurati. Con il decreto Zaia si interviene anche e favore della pesca con cassa integrazione, rottamazione o incentivi come con altri comparti in crisi”.