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pubblicato il 18 maggio 2008 alle 08:18 in Cronaca
Le iniziative del Centro diurno e dell'associazione Psychè
Come si presenta oggi la situazione per i servizi di cura e assistenza ai malati psichiatrici. Rispondono gli operatori sanitari
di Anna Castigliego
L'associazione Psychè Onlus è presente sul territorio di Manfredonia da oltre cinque anni ed opera a favore delle famiglie con problemi di salute mentale. Da circa un anno, la sede si è trasferita presso il Centro Diurno con il quale i volontari collaborano per programmare le diverse attività (ludiche, art terapy, corsi di alfabetizzazione informatica, sport ed altre) finalizzate al recupero e all'integrazione sociale dei pazienti.
La settimana scorsa c'è stata la ricorrenza dei trent'anni della legge Basaglia (180/78) che decretava la chiusura dei manicomi e l'attivazione dei servizi socio-assistenziali territoriali per i pazienti psichiatrici. In occasione del trentennale, sono state realizzate delle iniziative come il quadrangolare di calcio svoltosi a Foggia a cui ha partecipato l'ass. Psychè assieme ad altre squadre che appartegono ai centri diurno di Troia e San Severo e la conferenza "Basaglia's day".
A Manfredonia, dal primo Giugno 2007, è nato il Centro Diurno di Riabilitazione Psicosociale. A distanza di quasi un anno dall'apertura, gli operatori hanno riscontrato un bilancio positivo, con riduzione delle degenze dovuta all’incremento dell’assistenza territoriale. E’ aumentato il numero di utenti presi in carico per l’azione di promozione alla salute ed educativa che il servizio ha attivato nel territorio.
Il reparto di psichiatria nasce a Manfredonia, agli inizi degli anni ’80, che ospiterà, con 15 posti letto, i pazienti in fase acuta. Successivamente, nasce il Centro di Salute Mentale per la cura, la prevenzione e la riabilitazione.
La completa chiusura dei manicomi è avvenuta con molto ritardo. Nel ‘98-2000, grazie al Ministro Rosy Bindi, si decretava l’ultima de-ospedalizzazione con cui finalmente veniva eliminato il circuito psichiatrico, facendo uscire i pazienti che ancora erano degenti presso la struttura. Questi pazienti vennero riportati nei loro territori d’appartenenza.
Nel nostro territorio nascono le strutture residenziali psichiatriche a Zapponeta con 18 posti letto e a Cerignola, con 20 posti letto. Si tratta di strutture che assicurano una degenza continua, definite H24. A Monte S. Angelo, grazie all’impegno della “Associazione Genoveffa de Troia” costituita da utenti,volontari e familiari viene istituito il Centro Diurno e due gruppi di appartamenti che ospiteranno sei pazienti dimessi dall’Ospedale Psichiatrico. I percorsi terapeutici sono orientati all’autonomia personale di base, teatro-terapia ed una filosofia di integrazione sociale e grazie a questi percorsi i pazienti hanno migliorato le loro capacità cognitive, il funzionamento della personalità e lo stile di vita. Gli effetti di 20-30 anni di istituzionalizzazione sono scomparsi.Costoro hanno riacquistato la voglia di vivere, la capacità relazionale ed il sentimento di appartenenza ad un contesto territoriale.
Come è cambiata oggi la situazione, dottor Grossi (Direttore Centro di Salute Mentale di Manfredonia), con l’istituzione dei servizi di salute mentale?
"E’ cambiato molto. Si è passati da una organizzazione di lavoro di tipo piramidale-gerarchica, dove le decisioni venivano prese da un'unica persona, il direttore dell’ospedale psichiatrico, al modello dei servizi psichiatrici territoriali, dove vige una visione di lavoro di tipo circolare. Nella visione circolare, il modello di lavoro è centrato sulla persona e viene attuato da una equipe costituita da varie figure quali lo psichiatra, lo psicologico, l’educatore, l’assistente sociale, l’infermiere, gli operatori sociosanitari, i volontari, i familiari. Qualsiasi progetto terapeutico viene concordato con l’utente, il quale diventa direttamente protagonista del programma di cure che si andranno ad attuare. La persona diventa motivata a seguire un percorso terapeutico. Operando con questo approccio, la malattia mentale non viene vista più come qualcosa da cui fuggire ma come un qualsiasi problema di salute da risolvere".
Sullo stato dei servizi interviene il dottor Marchesani, psicologo del C.S.M., il aule afferma che gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione sono ancora inadeguati. "Il manicomio non è del tutto sparito ed esiste in varie forme nei non luoghi dei reparti psichiatrici, nelle stanze delle comunità terapeutiche, nella solitudine delle pareti domestiche, nello stigma che allontana ed addita chi è portatore di disagio mentale. Esiste inoltre laddove manca il diritto al lavoro, alla casa, agli affetti".
E sul rapporto col paziente? "Nella pratica - afferma Stefano Marconcini, infermiere operatore innovativo del territorio - è necessario modificare il rapporto con gli utenti, umanizzare sempre di più le pratiche assistenziali attraverso il modello delle complessità assistenziali con l’utilizzo di indicatori di esito. Si opera ancora in un ottica ospedalo-centrica, antieconomica e poco efficiente. Nelle regioni del Nord, oramai, tutta l’assistenza è spostata nel territorio e centrata sul paziente. L’equipe interviene direttamente a domicilio dell’utente e nel territorio attraverso i vari servizi con interventi multidisciplinari. Attualmente, si spende 600 euro al giorno per ogni paziente ricoverato contro i 100 euro al giorno per ogni paziente in comunità".
Quali sono le prospettive future per la malattia mentale a Manfredonia?
"Innanzitutto, - risponde il dottor Grossi - è necessario far funzionare al meglio il Centro Diurno che ancora è carente di alcune figure, collegarlo in modo organico con la rete dei servizi territoriali ed il tessuto sociale di questo comprensorio. In secondo luogo, bisogna far rientrare a casa gli utenti che sono sparsi al di fuori del territorio, con l’istituzione di strutture leggere quali Gruppi Appartamenti e Comunità Alloggio H 12, che incidono notevolmente sull’abbattimento della spesa sanitaria. Infine, e soprattutto, è necessario far attuare la Legge 68 per l’inserimento lavorativo dei pazienti con disagio. Le Borse Lavoro sono in questo senso il naturale approdo del 'Laboratorio de Talenti' messo in atto dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Manfredonia. Tale esperienza è stata possibile per l’apporto determinante dell’Associazione Psychè che ha fatto sentire la voce dei malati in tutte le sedi istituzionali e che si è ritagliato un ruolo di protagonismo e di cogestione di alcuni spazi riabilitativi".
Per il prossimo 20 Giugno è stato proclamata una “Giornata della Salute Mentale”.