Regio Hotel Manfredi
                 RSS
  News
Attualità
Comunicati
Cronaca
Cultura
Economia
Eventi
Opinioni
Politica
Sport
 
Discuti nel Forum (3 interventi)
Invia   Stampa 
Tornano le storie e sono d’amore -2-
Le leggi imprevedibili dell’amore
Pubblicato il 29 settembre 2008 alle 19:05
di Teresa La Scala



"Peppino non voleva a Sipontina"…
La signora Carmela, nata a Manfredonia nel 1923, così comincia a raccontare la storia
dei suoi vecchi vicini di casa.
"Peppino non voleva a Sipontina, ma a sua sorella Vittoria. Sipontina, che era più piccola,
gli faceva da corriere: lui le dava i bigliettini d’amore e lei li consegnava a Vittoria.

Vittoria, però, a Peppino non lo poteva vedere, e tutte le volte sgridava sua sorella:
- Sipontì, tu non ci devi andare più da quello.
A Sipontina la cosa dispiaceva perché lui, per ogni lettera consegnata,
le dava dei dolcetti.
Ma a un certo punto gli ha dovuto riferire che sua sorella non ne voleva
proprio sapere di lui.

Vittoria aveva un po’ la puzza sotto il naso: da sua madre andavano un sacco di giovani
a chiedere la sua mano, ma a Vittoria non piaceva nessuno.
La mamma, un giorno, vide Peppino che passava davanti casa loro e disse a Vittoria:
- Madò, e quando tu scansi a un giovane così bello, vuol dire che stai spostata!
E giù, a rimproverare la figlia che lo aveva rifiutato.
- Mò, se passa un’altra volta, lo devo chiamare.

E Peppino, quel giorno, ripassò di là. Faceva il muratore e stava rifacendo l’intonaco
a una casa dietro l’angolo. Allora la madre di Vittoria lo ha fermato:
- Devo rifare u fucarìle…
Peppino le spiegò per filo e per segno tutto quello che c’era da fare, e fu molto gentile.
Non ti dico: quando se n’è andato, e nìnt e quante parole ha detto ancora alla figlia!
Dopo di che non si sono visti più. Era scoppiata la guerra e Peppino partì per soldato.

Intanto, un'altra sorella di Sipontina che era suora a Napoli, aveva preso la tisi e,
dal convento, la rimandarono a casa.
La tisi era molto infettiva, e se ne ammalarono anche la madre e Vittoria.
In breve tempo morirono tutt’e tre. Sipontina rimase sola col padre.
Poi la guerra finì.
 
Allora non c’era acqua in casa, e si andava a prenderla alla fontana.
Un giorno, verso le cinque della mattina, Sipontina e sua zia Tanella erano andate
a riempire i secchi alla fontana che stava sopra la piazzetta.
A pònd ‘u candóne
videro a Peppino che stava davanti alla porta del Municipio.
Subito Sipontina disse:
- Zia, hai visto chi sta là? Peppino. Buttiamo via l’acqua e andiamo a riempire
di nuovo i secchi, chissà lui ci vede…
E in effetti si incontrarono.

Dopo i saluti cominciarono a parlare: anche Peppino aveva perso sua madre e un fratello…
Così, parlando parlando, si innamorarono. Però, a Sipontina, Peppino era sempre piaciuto".


Discuti nel Forum (3 interventi)
Invia   Stampa 
 
manfredonia.net magazine
Regio Hotel Manfredi
Tutti i contenuti © 2000-2009, Manfredonia.net Magazine