| | Tornano le storie, e sono ancora d’amore A grande richiesta, col vento d'autunno, tornano i racconti dei 'giovani' manfredoniani di cinquant’anni fa
 'Ti amo'. Bastano poche lettere per emozionare, anno dopo anno, decenni dopo decenni, le centinaia di lettori del nostro magazine…
Sarà per la sincera e genuina passione verso le radici storiche e socioculturali della nostra città, per le espressioni e i modi di dire degli anziani manfredoniani, parola viva che raccogliamo come grano, per coltivarla e mieterne racconti…
Non sono le storie che evocano, ma le orecchie che le ascoltano. La signora Anna è nata a Manfredonia nel 1940. "Ho conosciuto mio marito Luigi quando avevo sedici anni. A quell’epoca mio padre era rimasto vedovo, ed era molto geloso delle sue due figlie: mia sorella, però, si salvava perché era già sposata. A me, invece, non mi faceva mai uscire di casa.
Un giorno, un nostro lontano parente ha organizzato una festa in casa, per il suo compleanno: mio padre mi ha permesso di andarci solo perché ci veniva pure mia sorella grande. Quando siamo entrati nel soggiorno attrezzato per la festa, c’era già un sacco di gente, ma io ho notato subito un ragazzo alto, con i capelli neri: era proprio un bel giovane! Non appena i nostri sguardi si sono incrociati, ci siamo piaciuti.
Io stavo seduta su un sofà e lui è venuto da me: mi ha detto che si chiamava Luigi e che mi voleva; e io gli ho risposto: - Non me lo devi dire a me, io sono piccola. Devi andare a dirglielo a mio padre. E lui il giorno dopo ci è venuto, a casa, ma mio padre non l’ha fatto nemmeno entrare: - Non ho figlie da maritare, io! A tutte le porte vai, all’infuori della mia… Non voleva, perché avevo soltanto sedici anni. Io, però, mi ero innamorata di Luigi.
Anche se mio padre non mi faceva uscire, mi mettevo seduta vicino la porta di casa e aspettavo che lui passasse, così ci guardavamo. Ogni tanto tiravo fuori l’argomento, ma papà tagliava corto: - Tu, quando arrivi a vent’anni, vieni da me e dici ‘Papà, io mi voglio sposare’. Al che io gli rispondevo indispettita: - E a vent’anni, io, a chi mi sposo se non conosco nessuno?
Un giorno mio padre ha avuto un attacco di appendicite ed è andato in ospedale. Per strada tirava un ventaccio… Stavo da sola, in casa, e quando Luigi è passato mi ha detto: - Fammi entrare, che mi si spettinano tutti i capelli! Io l’ho fatto entrare, lui ha chiuso la porta… E non siamo usciti più".
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