Sequestrata la barca a vela su cui erano stipati 30 albanesi, tra cui una ragazza e una donna incinta. Arrestato scafista
Dovrebbero essere tutti di nazionalità albanese i 30 clandestini che nella notte tra domenica e lunedì hanno raggiunto la rada di Manfredonia, stipati su una imbarcazione a vela battente bandiera croata, intercettata intorno alle ore 20.30 da una unità del reparto operativo navale della Guardia di Finanza che l’ha sorpresa mentre erano in corso manovre di avvicinamento alla costa garganica al largo di Pugnochiuso.
La motovedetta delle fiamme gialle ha scortato la barca, un 45.2 piedi di none “Odissey”, e un piccolo motoscafo che portava al traino, fino al molo di Ponente, nei pressi degli attracchi delle forze dell’ordine, dove è avvenuto lo sbarco a terra dell’intero gruppo di persone che aveva cercato di entrare illegalmente sul territorio italiano. I natanti sono stati sequestrati.
Il colonnello Amedeo Antonucci, capo del Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Bari, tenuto costantemente informato sull’operazione in corso, ha raggiunto la tenenza di Manfredonia alle prime ore del mattino per seguire personalmente l’avvio delle indagini, coordinate dal magistrato di turno, Livia Giorgio, e dare inizio alle procedure di identificazione dei clandestini.
Stando alla verifica dei documenti che avevano con se e che hanno consegnato ai militari, 22 giovani (di cui 21 maschi e una ragazza) risulterebbero essere minori. Tra le 8 persone più adulte, anche una donna incinta che è stata accompagnata all’ospedale di Manfredonia per essere sottoposta, in via precauzionale, a visite mediche utili ad accertare anche lo stato di salute del feto.
“Abbiamo individuato tra le persone adulte –riferisce il col. Antonucci- il presunto scafista, un uomo di nazionalità bosniaca, M.Z, di anni 42, che, a differenza degli altri, è stato associato al carcere di Foggia con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Una volta ultimate le operazioni di identificazione, per le quali ci siamo avvalsi dell’aiuto di un interprete, tutti gli albanesi, momentaneamente trattenuti presso la tenenza di Manfredonia, saranno rimpatriati nella terra di origine”. Secondo le dichiarazioni rilasciate ai militari, ognuno dei clandestini avrebbe pagato 3600 euro per l’acquisto del biglietto di sola andata verso l’Italia.
“La modalità di trasporto e di trasferimento a terra dei clandestini –ha evidenziato il colonnello- è stata utilizzata in passato ed anche nell’ultimo sbarco di clandestini tentato alla fine dello scorso aprile, quando intervenimmo al largo di Baia delle Zagare, catturando i tre scafisti prima che riuscissero ad allontanarsi in mare aperto a bordo della barca a vela su cui avevano viaggiato 9 clandestini portati a terra su un piccolo motoscafo. Abbiamo da tempo rafforzato la nostra attività di controllo lungo la costa garganica, al fine di contrastare la ripresa del fenomeno degli sbarchi che, riteniamo, vanno ad alimentare soprattutto il flusso della manovalanza clandestina destinata alle regioni del Nord Italia di cui il Gargano rappresenta punto di approdo e di passaggio obbligato”.